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La versione italiana del blog di crescita personale di Leo Babauta

La corsa e l’arte di spingersi al limite

Non sono certo il più forte corridore al mondo, ma ultimamente sto cercando di allenare la mia capacità di persistenza al limite.

L’altro giorno mentre stavo appunto correndo al limite delle mie forze, ho pensato che questo approccio può tornare utile in molti altri campi. Imparare a spingersi al limite è una sfida impegnativa, ma che ripaga in molti modi.

Se ci si abitua a spingersi al limite, si impara anche a smettere di rifuggire le sensazioni spiacevoli. Si cresce e si impara in modi nuovi. E si sviluppa una fiducia in sé stessi difficile da ottenere restando confinati nella propria zona di comfort.

Vediamo in cosa consiste questo impegnativo addestramento.

Persistere al limite nella corsa

Per fare capire di cosa sto parlando userò l’esempio concreto della corsa.

In primo luogo vorrei far notare che non sempre corro al limite delle mie possibilità. Esco a correre circa tre volte a settimana e generalmente mi alleno al limite solo una volta. Le altre due corro a un ritmo tranquillo.

Quando mi spingo al limite, invece, procedo più o meno in questo modo:

  • Riscaldamento: Inizio con una corsetta blanda per riscaldarmi, poi cammino per un minuto. A questo punto sono pronto per cominciare.
  • Aumento graduale: Comincio a correre e incremento gradualmente la velocità.
  • Andatura veloce: Raggiungo il ritmo più veloce che potrei mantenere se dovessi correre una 5 km (che per me è un ritmo elevato).
  • Condizione limite: A un certo punto sento il bisogno di rallentare — sono al limite della sofferenza e vorrei decelerare, tuttavia cerco di resistere al limite e di non mollare. Faccio osservare che non si tratta di uno scatto finale, ma di un ritmo di corsa intenso e protratto.
  • Persistenza al limite: Se persisto alla velocità limite, le mie sensazioni diventano sempre più spiacevoli. Se riesco a resistere, continuo. Se devo riposare, lo faccio, ma poi provo a ritornare alla condizione limite.

Ripeto il tutto, mantenendomi al limite finché riesco, rallentando se devo e poi tornando a dare il massimo. Se riesco a resistere senza dover riposare, tanto meglio, ma riposo e ripartenza fanno parte integrante del processo.

Come avrai visto, non si tratta di non rallentare mai, ma di resistere il più a lungo possibile vicino al mio limite e di usare il riposo per ricaricarmi e poi tornare al mio massimo.

Tra l’altro questa è stata una strategia molto efficace per migliorarmi nella corsa, anche se non è questo il punto. Il punto è imparare a persistere nonostante il disagio.

In quali altri ambiti posso spingermi al limite?

La corsa è davvero un ottimo esempio concreto, ma ce ne sono molti altri:

  • Allenamento di forza: Come nella corsa, mi alleno al limite anche quando faccio esercizi di sollevamento pesi o a corpo libero. Non ho un numero di ripetizioni o un peso fisso da sollevare, vado in base a quanto mi sento capace di fare ogni giorno. Se riesco a sollevare più chili lo faccio. Lo stesso dicasi per il numero di ripetizioni. Cerco di arrivare sul filo della sofferenza e di resistere finché posso, il che mi rende sempre un po’ più forte.
  • Studio: Spesso è spiacevole cercare di studiare qualcosa che ancora non comprendi. Sei in un territorio sconosciuto e l’istinto ti suggerisce di lasciar perdere il prima possibile. Ma se riesci a resistere più a lungo in questo territorio ignoto imparerai di più. Continua a studiare anche se ti senti perso.
  • Lavoro creativo: Se scrivi, fai musica o arte, crei contenuti online, ecc. incontrerai una resistenza interiore. Come non cedere a questa resistenza è l’argomento della prima stagione del podcast di Zen Habits. Se riuscirai a convivere con la resistenza, sarai in grado di creare, in caso contrario rimarrai bloccato nella tua zona di comfort.
  • Concentrazione: Se vuoi migliorare la tua concentrazione sul lavoro (o nella lettura), abituati a resistere ancora un po’ quando cominci a provare emozioni spiacevoli. Ci sentiamo oberati, stressati, in ansia e vorremmo sfuggire a queste sensazioni, ma se invece provassimo a resistere ancora un po’?
  • Rapporti interpersonali: La parte più bella dell’intimità è quando si entra insieme in territori sconosciuti nei quali, se riusciamo a restarci, impariamo di più su noi stessi e sull’altra persona. La maggior parte di noi, però, vuole rimanere dove conosce — dove si sente nel giusto e ha tutto sotto controllo. Quando avverti il bisogno di essere nel giusto o di avere tutto sotto controllo, prova a vedere se riesci a non assecondarlo e a tollerare il disagio di addentrarti nell’ignoto per un po’.

I campi in cui ci si può esercitare a persistere vicino al proprio limite sono molti – meditazione, alimentazione sana, avventure, parlare in pubblico, gestione delle finanze, ecc. — in ogni caso spero di avere chiarito che è questa la via per ottenere il massimo della creatività, dell’apprendimento, della crescita e dell’intimità.

I benefici di spingersi al limite

Se prenderai l’abitudine di spingerti regolarmente in prossimità del tuo limite — qualche volta, non tutto il tempo — otterrai numerosi benefici. Vediamone alcuni:

  • Maggiore crescita — crescerai come persona e nelle aree specifiche in cui ti stai esercitando (ad esempio nella corsa o nello studio) più velocemente di quanto tu abbia mai fatto prima.
  • Maggiore fiducia — imparerai a fidarti di te stesso e del fatto che puoi resistere più di quanto pensassi prima e questo ti renderà più sicuro in tutti gli aspetti della tua vita.
  • Una vita più piena — la tua vita sarà meno limitata dal timore di provare disagio e sarai aperto a esplorare nuove aree ed esperienze che prima ti sembravano precluse.
  • Minore stress — molto spesso la causa del nostro stress è la preoccupazione di non saper gestire qualcosa, ma con questa maggiore fiducia, sicurezza e apertura ci sentiamo più vivi e meno preoccupati di non riuscire ad affrontare le cose.

Note importanti

Prima di concludere, alcune note finali:

  1. Non è necessario arrivare sempre al limite. Direi anzi che dovresti arrivarci un 20-25% del tempo in cui pratichi una determinata attività. Per la maggior parte del tempo dovresti trovarti in una condizione di comfort, lavorando alle parti più facili del tuo addestramento. Come ho già detto, nella corsa mi alleno al limite soltanto una volta a settimana su tre.
  2. Il riposo e la cura di sé sono fondamentali. Se sei già sfinito in partenza, arrivare al limite ti farà più male che bene. In quel caso, il limite potrebbe essere semplicemente riuscire ad alzarti la mattina. Ciò significa che dovrai darà la precedenza al riposo e al recupero. Ricarica prima le batterie per poterti poi spingere al limite. Ciò premesso, se scegli sempre di riposare invece di testare i tuoi limiti, potresti provare a sforzarti un po’ di più (senza esagerare).
  3. Il limite è relativo, cambia ogni volta. Quando sollevo pesi, a volte il mio limite è inferiore rispetto alla sessione di allenamento precedente, vuoi perché non ho recuperato pienamente, vuoi perché non ho dormito bene o sono stato molto attivo il giorno precedente o sto attraversando un periodo molto stressante. Non usare cifre oggettive per stabilire quale sia il tuo limite odierno. Usa la sensazione di disagio. Ti potrà capitare di andare troppo oltre perché pensi di doverti spingere fino a un punto prestabilito, ignorando i segnali che ti manda il tuo corpo, ma questo non ti sarà di nessun beneficio.
  4. Quando raggiungi il limite, sii curioso. Non stai solo cercando di spingerti oltre, stai cercando di addentrarti nell’ignoto. La maggior parte delle persone ha paura di brancolare nel buio. E se invece nel buio e nell’ignoto si celassero bellezza, curiosità, amore, creatività e esultanza?
  5. Festeggia ogni vittoria, per quanto piccola. Incoraggiare te stesso è estremamente importante. Quindi, se per caso oggi sei riuscito a spingerti fino a un certo punto, ma non avevi la forza per persistere oltre, abbi la cortesia di congratularti con te stesso per qualsiasi cosa tu abbia fatto. Fosse anche solo l’1%, festeggia. Così facendo prenderai l’abitudine di incoraggiarti, infinitamente più utile dell’abitudine di criticarti (che ti demoralizza).
  6. Scegli solo uno o due ambiti in cui lavorare sul limite. Se stai cercando contemporaneamente di creare qualcosa, migliorare nel fitness, essere più concentrato al lavoro, meditare e studiare un nuovo argomento… spingerti al limite in ognuna di queste aree è troppo, finiresti esaurito. Decidi ogni settimana (o ogni mese), su cosa vuoi concentrarti. Potrai sempre cambiare la settimana successiva, ma non cercare di spingerti al limite in 4 o 5 campi allo stesso tempo.

Bene, penso di aver detto tutto sull’argomento. E a te, in cosa piacerebbe esplorare i tuoi limiti?

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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