Zen Habits in italiano

La versione italiana del blog di crescita personale di Leo Babauta

Smettiamo di sfuggire l’istante presente

Trascorriamo gran parte delle nostre giornate a cercare di fuggire, anzi potremmo dire che questa sia la principale occupazione dell’essere umano.

A che cosa cerchiamo di sfuggire? A quello che accade nel momento presente. Molti rifiuteranno categoricamente questa idea, ma so che per quanto mi riguarda questa è la verità, e lo è anche per molte persone con cui ho lavorato e che conosco.

Pensiamo a come la maggior parte di noi passa le proprie giornate:

  • Ci dedichiamo a incombenze di poco conto, messaggi, email, attività minori.
  • Rimandiamo gli impegni più gravosi, evitiamo ciò che ci spaventa.
  • Controlliamo incessantemente i social, le notizie o i nostri siti passatempo preferiti.
  • Guardiamo video su YouTube, Netflix, ecc.
  • Giochiamo ai videogiochi.
  • Mangiamo cibo spazzatura (spesso davanti a uno schermo).
  • Assumiamo uno stupefacente a scelta: alcol, nicotina, cannabis, caffeina, oppiacei, ecc.
  • Ascoltiamo musica mentre facciamo altro (allenarsi, camminare, guidare, lavarsi).

Non esprimo giudizi su nessuna di queste attività, non sono necessariamente dannose e anch’io le pratico. Però, come si può notare, hanno tutte una cosa in comune: ci distraggono da quello che sta accadendo qui e ora. È il loro scopo primario.

Ci sono poi molti altri modi in cui cerchiamo di sfuggire al presente: lamentarci, spettegolare, profonderci in scuse, compiacere gli altri, vantarci, darci delle arie, preoccuparci, elucubrare, abbandonarci al catastrofismo, fare la vittima, rimuginare su quello che è successo o su quello che avremmo voluto dire.

Il costo e l’opportunità

E allora? C’è qualcosa di male in questo? No, naturalmente – come ho detto, fa tutto parte integrante del nostro essere umani.

Quando cerchiamo di sfuggire al presente, però, ci stiamo limitando. Dal momento che non riusciamo a sopportare il disagio di non sapere come comportarci in una certa situazione o di non sapere quale sarà il risultato, ci limitiamo, evitando progetti difficili o spaventosi.

Ci perdiamo anche la bellezza del momento, che sia quella della natura che ci circonda o della luce, la connessione con gli altri, la nostra esperienza della situazione.

E finisce per diventare un tratto della nostra personalità: più lo facciamo, meno capacità avremo in futuro di affrontare situazioni che ci mettono a disagio. Fuggendo, ci sminuiamo.

Per invertire questa tendenza bisogna esercitarsi a non scappare. Quando ci sentiamo a disagio, resistiamo ancora per un po’. Non fino al punto in cui diventa una tortura, ma cerchiamo di andare appena un po’ più in là della nostra zona di comfort. In questo modo aumentiamo la nostra capacità di accogliere la vita nella sua totalità.

E di conseguenza ci lasciamo sfuggire di meno le occasioni che la vita ci offre. Diventiamo sempre più aperti e riusciamo a vivere pienamente.

Come smettere di scappare

Dunque, cosa dobbiamo fare in pratica? Alcune persone fanno docce fredde o allenamenti intensi e questi sono ottimi metodi, ma non si deve necessariamente cercare una nuova attività da intraprendere, possiamo semplicemente smettere di fuggire da ciò che sta già succedendo.

È su questo che si esercitano principalmente gli iscritti alla mia Fearless Living Academy: che si propongano di cambiare le proprie abitudini, di trovare il proprio scopo o di produrre un impatto significativo sul mondo, la strada per arrivarci è sempre affrontare il disagio senza doverlo sempre rifuggire.

Ecco alcuni modi per smettere di scappare:

  • Rinuncia al telefono per buona parte della giornata. Per molti ciò sarà causa di forte disagio. Non importa, accetta il disagio. Scoprirai che cosa stavi cercando di evitare finora.
  • Allontanati dal computer, non per distrarti in altro modo, resta semplicemente seduto a pensare o cammina in giro per casa o per l’ufficio e vedi cosa colpisce la tua attenzione.
  • Persevera in un progetto o in un’attività che ti pesa per 10 minuti in più di quanto vorresti. Osserva che sensazioni provi dentro di te quando persisti.
  • Se controlli molto di frequente email e messaggi, rimandali a un momento successivo della giornata. Stai a vedere cosa succede.
  • Smetti per un mese di assumere alcol e caffeina (o le eventuali altre sostanze che preferisci). Osserva quali emozioni emergono e fai in modo che elaborare queste emozioni diventi il tuo momento di piacere.
  • Disintossicati dal cibo spazzatura per un paio di settimane e osserva quali pensieri o emozioni affiorano.
  • Livello avanzato: fai caso a quando ti lamenti, fai la vittima, fantastichi, ti fai prendere dalla rabbia, ti autoflagelli, sei severo, ecc. Cerca di individuare l’emozione che si nasconde sotto queste fughe mentali.

Quando eliminiamo le vie di fuga, cominciamo a notare tutto quello che volevamo evitare: emozioni, sentimenti verso noi stessi, situazioni che non abbiamo elaborato. Sii gentile e amorevole con te stesso mentre procedi: è importante. Trattati bene. Trova qualcuno che ti sostenga. E se tutto questo dovesse farti sentire in pericolo, chiedi aiuto a un terapeuta. Non dovresti avvertire un senso di pericolo, solo un po’ di disagio, niente di troppo intenso. Se diventa troppo intenso fermati e cerca aiuto. In definitiva, lo scopo di tutto questo non è essere duri o costrittivi nei propri confronti, ma di trovare un modo gentile per abituarsi ad aprirsi di più alla vita. Da dove potresti cominciare?

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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