La maggior parte di noi abita per gran parte del tempo nell’8% appena del proprio corpo: la testa. Anche se sotto di essa c’è una grossa fetta del nostro corpo, tendiamo a dimenticarcene.
Passiamo il tempo davanti agli schermi a lavorare, consumare contenuti, a mandare messaggi. Siamo distratti, preoccupati, pensierosi. Rimuginiamo, recriminiamo contro qualcuno o guardiamo un video dietro l’altro.
In tutto questo non c’è nulla di male, siamo esseri umani, ma come sarebbe se riuscissimo a vivere più pienamente nel nostro corpo, se riuscissimo ad abitarlo completamente?
Abitare il proprio corpo significa:
- Rendersi conto quando si è assorbiti dai propri pensieri e prendersi una pausa consapevole.
- Sentire e apprezzare il respiro.
- Muovere il proprio corpo, fare stretching, apprezzarlo.
- Essere più presenti in ciascun momento, viverlo pienamente.
- Osservare più spesso ciò che ci circonda ed essere curiosi al riguardo.
- Sentirsi più vivi anziché incagliati nei propri pensieri.
- Agire con il cuore invece che con l’intelletto e fidarsi delle decisioni prese.
Un aiuto ad abitare il proprio corpo può venire da meditazione, yoga, tecniche di respirazione, movimento, passeggiate consapevoli, coaching, arti marziali e altro.
Tuttavia può non essere semplice passare dall’abitare la mente per la maggior parte del tempo a essere centrati sul corpo per tutta la giornata. Vediamo come riuscirci.
La pausa corporea
È sempre meglio cominciare in piccolo. Partiamo con un esercizio che ho chiamato “Pausa corporea”:
- Diverse volte al giorno prenditi una pausa.
- Fai alcuni respiri, sii consapevole del respiro, assapora ogni inspirazione e lascia uscire la tensione con ogni espirazione.
- Fai stretching. Sciogli il collo (delicatamente), le spalle, la mandibola. Anche il resto del corpo se vuoi. Rilascia la tensione in queste zone e ricordati di avere un corpo.
- Chiediti di cosa hai bisogno. Devi fare un po’ di movimento? Ti serve una pausa? Bere dell’acqua? Del tè? Parlare con un amico? Questi sono tutti modi di onorare il proprio corpo.
È molto semplice e non richiede molto tempo. Nota se senti una resistenza interiore: capita a molti di voler saltare questo passaggio perché sembra troppo elementare o perché ti costringe ad abbandonare lo schermo che stavi guardando.
Fai questo esercizio per una settimana e ti assicuro che sarai più consapevole della tua corporeità. È un ottimo inizio!
Esercizi di consapevolezza corporea
Una volta che avrai fatto per una settimana l’esercizio precedente, scegli una delle seguenti pratiche e inseriscila nella pausa di cui sopra. Naturalmente, quanto più ti eserciterai, tanto più facile ti risulterà.
Esistono un’infinità di pratiche per esercitarsi, ma queste sono le mie preferite:
- Respirazione: Concentrati sul respiro per qualche minuto. Rimani semplicemente seduto e presta attenzione alla maniera in cui respiri. Assapora il respiro e, attraverso di esso, percepisci la connessione con il mondo esterno e con tutte le creature viventi.
- Idratazione: Fai caso se hai sete. Prenditi una pausa per bere qualcosa e gusta l’acqua. Come il respiro, anch’essa ti mette in connessione con il mondo esterno – il mondo diventa una parte di te. Senti la meraviglia di questo fatto.
- Alimentazione: quando mangi, invece di distrarti, cerca di prestare attenzione all’esperienza di nutrirti. Senti come il cibo ti nutre. Bonus: comincia a chiederti che tipo di cibo sarebbe per te più nutritivo.
- Azione: Fermati un’istante e chiediti quale sia la prossima azione che sei chiamato a svolgere.
- Accovacciarsi: Alzati dalla sedia e accovacciati a terra. Questo è il modo in cui gli esseri umani si riposano quando crescono in un ambiente naturale – semplicemente mantenendosi in posizione accosciata. Poiché stare seduti su una sedia per ore ci rende poco flessibili, accovacciarsi può risultare scomodo per molti di noi. Quindi puoi limitarti a rimanere accovacciato per 30 secondi o un minuto (o di più se ti va), e usare questo momento per focalizzarti sulla tua corporeità.
- Stretching: Scegli uno o due esercizi (magari cercali su YouTube) e goditi il piacere di distendere i muscoli. Lo stretching allevia le tensioni, aiuta il tuo fisico a funzionare meglio e ti fa ricordare di avere un corpo a cui piace ricevere attenzioni.
- Sospensione: Se hai una barra per trazioni o qualcos’altro di robusto a cui appenderti, aggrappati alla barra e lasciati penzolare per qualche istante. Una trentina di secondi. È un ottimo sistema per rinforzare la presa e le spalle ed è utile per preparare altri esercizi della parte superiore del corpo, come le trazioni.
- Ballo: Ogni quanto ti capita di lasciarti andare e ballare o muoverti liberamente a tempo di musica? A molti capita assai di rado. Ballare è liberatorio e divertente!
- Meditazione: ovunque tu sia puoi fermarti per qualche minuto restando seduto immobile. Se vuoi, chiudi gli occhi. Ascolta il respiro e le sensazioni del tuo corpo. Limitati a percepire l’immobilità e l’esperienza di essere vivo. Esplora con curiosità il significato di avere un corpo.
- Yoga: Trova qualche posizione che ti piaccia e stendi il tappetino a terra ogni volta che hai l’occasione di praticare. Lo yoga fonde elementi di stretching con la meditazione in una combinazione utilissima per ritrovare la corporeità.
- Camminare: Esci a passeggiare e fai caso al tuo corpo che si muove nel mondo. Camminare stimola anche la mente nel caso ti senta bloccato o annoiato.
- Stupore: Mentre cammini pratica lo stupore. Riesci a percepire un senso di sbigottimento per il mondo? E per la meraviglia del tuo corpo?
- Emozioni: Concediti di provare qualsiasi emozione tu senta, ma fallo a livello corporeo anziché mentale. Percepisci pienamente paura, tristezza, frustrazione, rabbia, strazio, dolore, gioia, amore. Portale alla luce e lascia che si esprimano attraverso il tuo corpo. Queste emozioni non dureranno per sempre, ma questo è un modo di viverle per mezzo del corpo anziché reprimerle o lasciarle ribollire nella mente.
Ti esorto a mettere a punto le tue personali strategie per ritrovare la corporeità, ma prova comunque questi esercizi!
Massimizzare l’apprendimento
Ti consiglio vivamente di scegliere un solo esercizio e di focalizzarti su di esso per qualche giorno prima di aggiungerne un altro. Potresti anche praticarne diversi contemporaneamente, ma è difficile ricordarseli tutti. Se ne introduci uno solo alla volta puoi creare dei promemoria ad hoc e dedicare all’esercizio tutta la tua attenzione, praticandolo con la curiosità di vedere cosa succederà.
Non preoccuparti di fare le cose nel modo giusto. Stai esplorando e facendo delle scoperte, non c’è un modo giusto di farlo. Se dimentichi di esercitarti o pensi di averlo fatto “male”, puoi esaminare come ti senti al riguardo? Quando ti sorprendi a cercare di farlo nel modo giusto, riesci a lasciarti libero di esplorare con atteggiamento curioso e giocoso?
Può essere anche utile riflettere su quanto stai facendo, magari tenendo un diario, scrivendone su un blog o parlando con qualcuno di ciò che stai imparando. In questo modo impari il doppio: con la pratica e con la riflessione.
Gioca! Divertiti! Esplora gioiosamente cosa vuol dire essere vivo.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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