Zen Habits in italiano

La versione italiana del blog di crescita personale di Leo Babauta

L’imbarazzo come parte integrante del processo di crescita

Un celebre istruttore di arrampicata ha detto che il principale ostacolo sulla via del miglioramento in questa disciplina è la paura dell’imbarazzo.

Quando uno sportivo cerca di migliorarsi nell’arrampicata, cerca di farlo in privato, in modo che nessuno lo veda sbagliare. Andrà in palestra quando non c’è nessuno o si metterà in un angolo sperando che nessuno lo guardi. Così facendo, però, perderà una grande opportunità, ossia ricevere il feedback da persone che riescono a vedere quello che lui non vede.

Tutto perché vuole evitare di sentirsi in imbarazzo.

Mi sono reso conto che questo si applica a qualsiasi cosa si cerchi di imparare. O a qualsiasi percorso di crescita si voglia intraprendere. La paura dell’imbarazzo impedisce una vera trasformazione e una vera crescita.

Personalmente sono convinto che non si debba semplicemente superare la paura, ma che bisogna imparare a vedere l’imbarazzo come parte integrante del processo di crescita.

Fra un momento spiegherò il perché, ma prima vediamo qualche altro esempio di come la paura dell’imbarazzo impedisce alle persone di crescere:

  • Scrivere un libro o un blog: Questo esempio ti sembrerà piuttosto scontato: – vuoi scrivere, magari cominci a farlo, ma la paura di essere giudicato ti trattiene dal continuare o dal rendere pubblici i tuoi contenuti. Oppure eviti di chiedere il parere di persone che possono aiutarti a migliorare perché temi che quello che hai scritto faccia pietà. Immagina di ricevere un feedback da parte di lettori o di scrittori più esperti che ti possono aiutare a salire di livello: gran parte delle persone muore di vergogna al pensiero di far leggere i propri scritti “imbarazzanti” a qualcuno che potrebbe giudicarli.
  • Farsi aiutare da un coach o da altri: Molta gente evita di chiedere aiuto a un coach o ad altre persone, perché si vergogna di mostrare il proprio processo di crescita. “Non ho fatto le cose che mi ero ripromesso”, “Sto facendo fatica”, “Ci sono cose di me che non mi piacciono”. Siamo pieni di giudizi e ci vergogniamo di mostrare ad altri queste parti di noi stessi, ma questo ci preclude la possibilità di trovare supporto nei nostri sforzi.
  • Far crescere la propria attività: Sia che tu voglia intraprendere una nuova attività o ampliarne una già esistente, può essere difficile vedere dove ti sei incagliato. Al comando si è soli e si riesce a vedere solo quello che si è già imparato a vedere. Per potere salire di livello bisogna chiedere il feedback di qualcuno che riesce a vedere quello che noi non vediamo. Però evitiamo di chiedere aiuto perché ci vergogniamo e quindi è davvero difficile che possiamo riuscire a fare qualcosa di diverso da quello che sappiamo già.

Avrai capito insomma che questo ragionamento si può applicare a qualsiasi ambito in cui vogliamo migliorare – che sia la crescita personale, il prendersi cura di sé, approfondire i rapporti interpersonali, gestire una vita caotica. Non riusciamo a progredire oltre un certo livello perché ci vergogniamo troppo per chiedere aiuto, un parere, un supporto professionale per poter avanzare.

Perché l’imbarazzo è parte integrante del processo

Ci piacerebbe crescere e imparare senza provare imbarazzo. Vorremmo imparare in privato e poi far vedere a tutti quanto siamo bravi, ma solo dopo esserlo diventati. Vogliamo evitare a ogni costo di provare quella sensazione di imbarazzo, anche se significa non imparare mai niente.

Peccato che non è così che funziona. Prima di imparare a fare bene qualcosa dobbiamo essere disposti a farla male. Il processo di crescita consiste nel fare un sacco di sbagli e imparare dall’esperienza piuttosto che da un libro o da un video. Il processo di crescita richiede di affrontare l’ignoto, fare pasticci e inciampare, e poi di chiedere aiuto quando cadiamo, pensiamo che stiamo sbagliando tutto o siamo tentati di mollare.

Tutto questo è imbarazzante, ed è giusto che lo sia, perché stiamo necessariamente andando oltre i confini dell’immagine di noi stessi che ci eravamo costruiti. Siamo entrati in una nuova area di crescita, il che significa che non siamo più la persona che conosce ogni mossa e ha tutto sotto controllo. Ci piacerebbe avere tutto sotto controllo, ma questo è possibile solo se smettiamo di crescere.

Se invece decidiamo di crescere, imparare e trasformarci, dobbiamo dimenticarci della persona che pensiamo di essere o che vogliamo far credere agli altri che siamo. E lasciare andare questa persona è imbarazzante.

Se evitiamo l’imbarazzo (il che è naturale), evitiamo anche di crescere e di affrontare l’ignoto, ovvero il territorio in cui si impara veramente e in cui avviene qualsiasi progresso significativo.

Come affrontare la paura dell’imbarazzo

OK, quindi l’idea di provare imbarazzo ti spaventa (naturalmente!), e ti accorgi che a causa sua ti stai arenando.

Come lavorare con questa paura? È un tema complesso, ma ecco di seguito qualche suggerimento per cominciare:

  1. Riconoscila quando fa capolino. Quando eviti di rendere partecipi gli altri dei tuoi progetti, fai caso alla paura. Quando non vuoi ricevere feedback, supporto o aiuto professionale, nota la paura. Quando vuoi rimanere al sicuro o nascosto, riconosci la paura. Chiamala semplicemente “paura”, non è necessario stare ad analizzare da dove provenga.
  2. Osserva l’effetto che la paura ha sulla tua vita. In che ambiti ti sta ostacolando? Da che cosa ti sta tenendo al sicuro? Che cosa saresti capace di fare se non dovessi preoccuparti della paura? Come ti senti riguardo a tutto ciò?
  3. Chiediti se vuoi qualcosa di diverso. Che cosa desideri al di fuori di questo mondo creato dalla paura? Che cosa vorresti provare invece?
  4. Prova a fare qualcosa di diverso. Cosa potresti provare a fare di nuovo se non fossi trattenuto dalla paura dell’imbarazzo? Se stai imparando ad arrampicare potresti farlo davanti ad altra gente senza preoccuparti di farlo male. Balla male in pubblico e divertiti! Scrivi male pubblicamente, manda il tuo scritto a chiunque conosci e chiedi un parere. Chiedi aiuto. Buttati nell’ignoto. Chiedi aiuto a un coach o a un gruppo. Chiedi a un maestro di dissezionare la tua creazione. Apriti alle profondità della conoscenza e della crescita.
  5. Coesisti con la paura, con amore. La paura dell’imbarazzo si manifesterà sicuramente non appena cercherai di fare qualcosa di diverso, chiederai un feedback, un sostegno, un aiuto professionale o combinerai pasticci. Va bene così! La paura non è la fine del mondo, ci fa semplicemente compagnia in territori ignoti, in ogni trasformazione profonda. Riesci a darti il permesso di provarla e ad accoglierla come parte della tua esperienza? Riesci a volerti bene anche mentre hai paura?

Man mano che accoglierai la paura e l’imbarazzo comincerai a spogliarti del tuo vecchio io. Non sarai più frenato dal bisogno di fare le cose perfettamente, di fare buona impressione o di mettere in luce le tue buone qualità, perché stai evolvendo verso un nuovo modo di imparare. Quali possibilità ti si aprirebbero se ti lasciassi andare al processo di trasformazione? Per approfondire questa pratica con me e con altri, puoi pensare di iscriverti al mio programma Fearless Mastery.

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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