Parecchie persone credono che ci sia qualcosa di sbagliato nel trovarsi in difficoltà. Se si devono sforzare per scrivere, meditare, mangiare sano, concentrarsi ed essere produttive, significa che c’è qualcosa che non va in loro o che devono cambiare determinate circostanze o che semplicemente non sono cose alla loro portata.
Se crediamo che il fatto di trovare difficoltà sia sbagliato, proveremo a porvi rimedio, o getteremo la spugna o cambieremo noi stessi per non avere più questo problema.
Io invece propongo una diversa interpretazione, ossia che lo sforzo è un’occasione di crescita, apprendimento, curiosità, amore, creatività. Le difficoltà offrono un’opportunità incredibile per essere creativi.
Facciamo un paio di esempi per spiegare cosa intendo dire e poi vediamo come lavorare su questo aspetto.
Scrivere
Immaginiamo che io stia cercando di scrivere un libro o un post per un blog, ma mi sento bloccato perché non so cosa scrivere, come avvicinarmi all’argomento, come essere originale e produrre qualcosa che valga, come evitare che la gente mi giudichi.
Quindi mi blocco e non so cosa scrivere. Il mio istinto sarebbe quello di risparmiarmi la fatica e di dedicarmi a qualcosa di più facile, come rispondere alle mail, occuparmi delle scadenze urgenti, stare sui social media. Ma cosa succederebbe invece se continuassi a sforzarmi?
Invece di evitare di scrivere, potrei impegnarmi a rimanere lì seduto a fissare lo schermo bianco con tutto il disagio che sto provando. Potrei affrontare l‘ignoto e vedere come mi sento. Potrei prendere confidenza con l’ignoto e con la fatica.
Dopo essere rimasto così per qualche minuto, potrei cominciare a rilassarmi e trovarmi a mio agio pur se in difficoltà. L’ignoto non fa più così paura, posso respirare profondamente e trovare la bellezza in questo istante di spaesamento.
A questo punto potrei scorgere un barlume di creatività. OK, non so cosa scrivere, ma potrei provare con qualche scemenza? Scrivere di un pinguino supereroe o di un ragioniere che spara arcobaleni dall’ombelico. Potrei scrivere del fatto che non so cosa scrivere, magari cantando una canzone nel frattempo (“Oooooh come vorrei sapere cosa scrivereeee!”).
Non importa cosa faccio nello specifico, l’importante è provare a fare una cosa qualsiasi. Potrei redigere un elenco. Potrei mettermi a ballare finché non mi viene in mente qualcosa. Potrei meditare e diventare un tutt’uno con l’universo e poi l’universo potrebbe rispondere attraverso di me. Potrei affidarmi a ciò che mi dice il mio cuore. Non lo so, ma è proprio dal “non lo so” che può partire la scoperta.
Interrompere o acquisire abitudini
Immaginiamo che io voglia fare yoga ogni mattina per mezz’ora. Prendo un impegno con me stesso, metto un promemoria, mi sento carico! Magari lo faccio veramente per un po’, ma poi un giorno, quando arriva l’ora della mia sessione di yoga, mi passa la voglia e mi metto invece a controllare i messaggi. E lo stesso accade nei giorni successivi, salto la sessione e poi mi sento in colpa.
A questo punto molti getterebbero la spugna e direbbero che non ne valeva la pena. Oppure si rimprovererebbero e si darebbero dei falliti. Ma c’è forse qualcosa da ricavare in questa lotta interiore?
Immaginiamo di soffermarci qualche minuto a sentire la nostra difficoltà, a percepire la delusione di noi stessi e lo scoraggiamento. Potremmo osservarci con curiosità in questo momento e magari anche con amore e compassione. E se il vero yoga fosse proprio qui, in questa condizione di smarrimento, di autodenigrazione o di voglia di rinuncia?
Rimanendo per un po’ in questa condizione di spaesamento, possiamo scoprire qualcosa di nuovo. È così che avvengono la vera crescita, la vera trasformazione, il vero apprendimento. Se riusciamo a persistere per un po’ potrebbe venirci in mente qualche idea, qualche nuova strada da tentare.
Se riusciamo a tollerare questa condizione sgradevole, dalla quale saremmo immediatamente tentati di fuggire, possiamo usarla per crescere e andare oltre la nostra realtà attuale.
La creatività per uscire dalle difficoltà
Come vedi, bisogna adottare una mentalità orientata alla crescita, un approccio secondo cui lo sforzo non è la fine, ma una strada verso l’apprendimento e la creatività.
Ecco quindi come puoi comportarti quando stai arrancando:
- Riconosci il fatto che sei in difficoltà e che vorresti in qualche modo sfuggire a questa condizione.
- Esorta te stesso a permanere nella situazione di difficoltà, senza cercare di evitarla o di eliminarla.
- Respira. Cerca di rimanere presente e di trovare un piccolo spazio di manovra.
- Sii curioso – cosa puoi scoprire in questa situazione ignota, attraverso la difficoltà?
- Invita la creatività – cosa puoi provare di diverso oltre a ciò che già sai fare?
Ti esorto a mettere in pratica questi suggerimenti e a vedere cosa riuscirai a scoprire. Potresti scoprire che questo territorio sconosciuto è più profondo di quanto immaginassi.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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