Creare una nuova abitudine, come tenere un diario, meditare o praticare attività fisica non è poi così complicato – al livello più elementare, basta associare l’abitudine a uno stimolo già presente nella propria routine, cominciare a piccoli passi e trovare dei modi che incoraggino a ricordarsene e a passare all’azione.
Nella pratica però le cose si complicano e si fanno ardue per i seguenti motivi:
- Incontriamo resistenza;
- Cediamo alla resistenza;
- Ci sentiamo scontenti di noi stessi; e
- Diamo importanza all’insuccesso, ci scoraggiamo e ci lasciamo sviare dai nostri propositi.
In base alla mia esperienza, questo modo di procedere è praticamente universale, nessuno sfugge a questa trappola.
Come possiamo affrontare questo problema? Possiamo semplificare molto le cose (per non dire renderle facili) andando al cuore del problema: la resistenza.
Un altro aiuto può venire dalla capacità di gestire i momenti di frustrazione verso sé stessi quando capita di cedere alla resistenza. Ma di questo parlerò dopo, vediamo prima come arrivare al cuore della resistenza.
Nel cuore del cambiamento: la resistenza
Immaginiamo che tu abbia deciso di introdurre una nuova abitudine mattutina, che sia scrivere, meditare, fare yoga, tenere un diario …
Ti impegni a farlo ogni mattina appena sveglio (dopo il caffè, ovviamente). Metti la sveglia, ti alzi e poi…
Improvvisamente senti l’urgenza di controllare email e messaggi, il che porta a tutta un’altra serie di cose da fare, poi decidi di leggere le ultime notizie o di controllare i social. Adesso è ora di prepararsi per uscire e rimandi la nuova abitudine a dopo.
In questa descrizione però manca una parte, ed è la più importante, anche se la maggior parte delle persone nemmeno se ne accorge o la nota: la resistenza interiore. Se affronti la resistenza puoi creare una nuova abitudine, ma se non ne sei nemmeno consapevole, penserai che c’è qualcosa che non va in te o continuerai a cercare altre soluzioni a questo problema.
Tuttavia nessun libro, strategia o risposta potrà risolvere il problema della resistenza. È qualcosa su cui si può lavorare, ma non far sparire trovando la risposta giusta. È semplicemente paura e incertezza.
Imparando a lavorare sulle nostre resistenze, possiamo riuscire a creare nuove abitudini.
Lo stesso discorso si applica quando invece vogliamo cambiare le vecchie “cattive” abitudini come fumare, mangiarsi le unghie, mangiare troppe patatine. Quando sentiamo il bisogno di ricadere nella vecchia abitudine (es. fumare una sigaretta), opponiamo resistenza al fatto di lasciare semplicemente che questa urgenza appaia e scompaia. È come controllare l’email invece di meditare – crediamo di non avere altra scelta se non quella di cedere alla resistenza.
Lavorare sulle nostre resistenze
E se invece non avessimo bisogno di cedere alla resistenza, ma provassimo ad accoglierla?
Ecco un metodo per lavorare sulla resistenza:
- Prendi l’impegno di creare una nuova abitudine (o interromperne una vecchia, come il fumo). Per minimizzare la resistenza, comincia a piccoli passi, ad esempio medita per 5 minuti, non un’ora. Se si tratta di una nuova abitudine metti un promemoria. Se devi smettere di fare qualcosa proponiti un obiettivo semplice, come non fumare dopo le 19:00.
- Quando arriva il momento e avverti la resistenza… fermati. Non aprire l’email o non cedere all’urgenza di fumare. Semplicemente fermati.
- Respira. Percepisci la resistenza o l’urgenza e accetta la loro presenza.
- Continua così. Trattati con amore e compassione. Accetta la resistenza o l’urgenza.
- Cerca nuovi modi di lavorare con la resistenza o l’urgenza. ti può aiutare praticare la nuova attività insieme a qualcun altro? Trovare qualcuno a cui rendere conto o stabilire delle conseguenze? Trovare il modo di portare gioia, divertimento e creatività nella nuova attività? Individuare la sacralità e la meraviglia del momento di resistenza? Sii creativo.
La risposta giusta non esiste. Gioca. Continua a lavorarci su. Il più grosso ostacolo sul nostro cammino è il desiderio di non provare nessuna resistenza. Inventati un nuovo modo di reagire ogni volta che la resistenza o l’urgenza fanno la loro comparsa. Alla fine troverai qualcosa che funziona e contemporaneamente, scoprirai qualcosa di nuovo su te stesso.
Affrontare l’insuccesso
Speri che tutto riuscirà perfettamente. Lavorerai sulla resistenza e acquisirai questa nuova abitudine in un batter d’occhio. Sì! Andrà esattamente così!
Eppure, il fallimento è parte integrante di una perfetta riuscita. È semplicemente una parte del processo di crescita. Fallisci, ti sforzi e impari qualcosa di nuovo nel mentre.
Il problema è che molti tendono ad attribuire troppo significato all’insuccesso, ne ingigantiscono la portata. Ho sbagliato! Faccio schifo. Non ce la faccio. Non ce la farò mai. Cosa c’è di sbagliato in me?
Non è interessante che una cosa semplice come sbagliare venga caricata di un così profondo significato emotivo? Ci sentiamo sbagliati, ci scoraggiamo e gettiamo la spugna.
E se invece l’insuccesso (e la relativa insoddisfazione nei confronti di noi stessi) facesse semplicemente parte del processo di crescita? Se non fosse nulla di che, ma solo qualcosa da cui imparare? Come lo affronteresti in questo caso?
Non ti darò “la” risposta (perché non ce n’è una soltanto) ma ti invito a essere creativo. Cosa puoi provare a fare per aiutarti ad affrontare questa parte del processo di crescita? Come puoi accogliere e amare l’insuccesso e trasformarlo in occasione di curiosità e scoperta? Se riuscirai a lavorare su questo aspetto, sarai libero.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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