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La versione italiana del blog di crescita personale di Leo Babauta

Quando ti senti sopraffatto, semplifica

La sensazione di essere sovraccarichi è estremamente comune nelle persone con cui parlo e mi sembra sempre più evidente che per molti di noi questo sia lo stato di default.

Siamo bombardati di sollecitazioni: tutte le cose che abbiamo da fare, tutte le interruzioni e i messaggi e le mail, le attività online e sui social, le notizie e il caos mondiale, tutte le nostre relazioni interpersonali.

È troppo! Possiamo rallegrarci dell’abbondanza nelle nostre vite, ma spesso ce ne lamentiamo.

Il problema non è l’abbondanza, ma piuttosto la paura e l’ansia che ne derivano. Più precisamente, per molti di noi la paura è quella di deludere gli altri. Se fallissimo in una delle tante cose di cui ci occupiamo, qualcuno rimarrebbe deluso o, peggio ancora, se fallissimo in tutte verremmo bollati come incapaci!

Per gestire questa paura ti suggerisco tre tecniche di semplificazione.

Man mano che ti eserciti a semplificare puoi recitare una specie di mantra: “quando ti senti sovraccarico, semplifica”.

Prima di passare alle tre tecniche di semplificazione parliamo però della paura e dell’ansia.

Le paure che ci fanno sentire sopraffatti

La prima ragione per cui ci sentiamo sovraccarichi è che siamo troppo impegnati. Forse perché valutiamo con troppo ottimismo quello che riusciamo a fare in una giornata, ci assumiamo troppi impegni rispetto al tempo a disposizione. Di solito siamo molto meno produttivi di quel che pensiamo.

Diciamo troppi sì, in parte per ottimismo, e in parte perché ci sentiamo a disagio nel dire no alle persone. Quando un superiore, il coniuge, un figlio o un genitore ci chiedono di fare qualcosa, ci si aspetta da noi che diciamo di sì. L’idea di dire no e fissare dei paletti può provocare in noi la paura di deludere o addolorare quella persona. A volte ci accade anche con persone che non sono neanche così intime per noi: colleghi, vicini, amici. Cediamo alle loro richieste per la paura di deluderli o scontentarli, il che dà origine a una montagna di cose che non riusciremo mai a fare.

È proprio questa montagna di cose che non riusciremo mai a fare nel tempo a disposizione che ci fa sentire sovraccarichi. “E se non riuscirò a finire di fare tutto? Sarò un fallito! Sarò una delusione”. È un circolo vizioso: ci ritroviamo con una montagna di cose da fare perché abbiamo paura che dicendo di no deluderemo qualcuno e poi di nuovo temiamo di deludere qualcuno perché non riusciamo a fare tutto.

E c’è di più! Se decidiamo di eliminare alcune cose da fare, ecco che la paura si fa di nuovo sentire. E se scegliamo una voce del lunghissimo elenco, ci mettiamo più tempo del dovuto a sbrigarla perché temiamo di farla nel modo sbagliato e di deludere qualcuno. Sempre la stessa paura, che porta a forme di perfezionismo e a procrastinare perché fare tutto alla perfezione è veramente troppo per noi.

Ecco quindi spiegato come la paura di deludere gli altri ci porta a sentirci schiacciati.

Tecniche di semplificazione per calmare la paura

La prima tecnica consiste nel notare l’ansia e la paura in tutte le situazioni sopra descritte e nel placarle. Riesci ad avvertire queste sensazioni a livello corporeo? Di solito ansia e paura ci portano a perderci in elucubrazioni mentali, ma proviamo invece a percepirle a livello di sensazioni fisiche.

Una volta che ci sei riuscito, prova a dirigere l’attenzione su queste sensazioni per qualche minuto. Fai dei respiri lenti e profondi e tratta te stesso con amore e comprensione.

Questo esercizio è semplice ma molto efficace. Se ci farai caso, avrai occasione di metterlo in pratica in ogni momento della giornata, nelle varie riunioni, conversazioni, faccende e commissioni. Calmerà il tuo senso di oppressione.

Un respiro alla volta

Passa a questa tecnica solo dopo avere perfezionato la precedente: scegli una voce dal tuo mucchio di cose da fare e focalizzati completamente su di essa.

Anzi, invece di chiamarlo “Mucchio di cose da fare”, ribattezziamolo “Stupefacente mare di opportunità”. Oppure “Profondo pozzo d’amore”. Sono cose che scegli di fare, riesci a scorgere la bellezza in ciascuna di esse?

Ora scegli un compito, un’opportunità, un gesto d’amore e concentrati esclusivamente su di esso, con totale dedizione, come se fosse il più puro atto d’amore che tu possa compiere su questo verde e generoso pianeta Terra.

Riusciamo a fare un solo respiro alla volta, anche se ce ne rimangono (si spera!) altri milioni. Non ci sentiamo sopraffatti dall’idea di tutti i respiri che dobbiamo ancora fare, semplicemente procediamo un respiro alla volta

Allo stesso modo semplifica e focalizzati su un’unica cosa per volta. Domanda al tuo cuore: Cosa voglio fare adesso? Cosa sono chiamato a fare? E poi dedicati a quello.

Una sola cosa alla volta. È tutto ciò che possiamo fare ed è così semplice, bello, puro.

Difendi il tuo tempo e i tuoi obiettivi

Infine, come possiamo intervenire per ridurre le troppe cose da fare? Innanzitutto rassegniamoci al fatto che avremo sempre qualcosa in sospeso, per quanto ci impegniamo. Possiamo vederla come un’occasione per rallegrarci dell’abbondanza della vita – pensa come ti sentiresti a non avere mai niente da fare. L’abbondanza è una benedizione!

In secondo luogo cominciamo a dire no più spesso. Dei no sacrosanti, che ci permettono di stabilire i nostri paletti e di dire dei sì convinti ad altro. Dei no sacrosanti che sono anche un dono per gli altri, in quanto evitano loro di esserci di peso. Dei no sacrosanti che sono un dono per noi, perché allora possiamo dire sì con tutta l’anima a ciò che veramente vogliamo.

Questo spaventerà molti di noi, però sappiamo già come affrontare questo tipo di paura (in caso l’abbia dimenticato, rileggi la prima tecnica di semplificazione). Rispetta la paura, ma non lasciare che ti induca a dire sì a qualcosa che non vuoi fare. Come sarebbe la tua vita se riuscissi a dire tutti i no necessari per proteggere il tuo tempo e gli obiettivi a cui tieni di più?

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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