A volte decidiamo di non fare qualcosa perché ci pare di non avere abbastanza tempo per completare l’opera: “Mi ci vorranno 2 ore per finire questo lavoro e ho solo 20 minuti, non vedo perché dovrei cominciare”.
Lo facciamo più spesso di quanto ci rendiamo conto. Pensiamo: “Non ho abbastanza tempo per finire questa cosa, non so neanche se la finirò mai, tanto vale non iniziare nemmeno”.
Questo senso di inutilità è uno dei nostri più grandi ostacoli.
Se crediamo che sia inutile, perché provarci? Perché darsi la pena di mettersi all’opera?
Ragionando così, equipariamo il valore del tentativo all’esito dell’attività. In base a questa prospettiva agire avrà senso solo se porteremo a termine l’opera, se avremo successo. Ciò equivale a dire che vale la pena tentare soltanto se siamo certi di ottenere il risultato voluto, ma in questo modo sminuiamo il valore dei nostri sforzi.
E se invece il mero tentativo fosse prezioso, indipendentemente dal risultato?
Se il solo fatto di impegnarci in qualche cosa avesse valore perché così facendo cresciamo e impariamo o perché l’attività in sé merita di essere gustata?
Se fosse OK iniziare un’attività, continuarla per soli 20 minuti e interromperla senza aver finito? Magari il fatto di cominciare ti darà slancio per procedere nella direzione voluta. O magari no — forse iniziare a fare qualcosa è di per sé una buona pratica perché ci abitua a superare le nostre resistenze iniziali.
Impara a farci caso quando si manifestano pensieri di questo tipo: Non vale la pena cominciare, Non vale la pena tentare, A cosa serve? Poi cerca una motivazione più profonda per te e supera questo pregiudizio di inutilità.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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