Ogni mese parlo con decine di persone — lettori di Zen Habits, clienti che seguo come coach e membri della mia Fearless Living Academy — che si sentono travolti da un senso di oppressione per la marea di cose di cui devono occuparsi.
Sentirsi oberati da impegni, messaggi e quant’altro è del tutto normale. Alla base di questa sensazione c’è la paura di non riuscire a gestire tutto ciò che la vita ci riserva. Ci sentiamo come un giocoliere che prima o poi farà cadere una palla e si sentirà un fallimento. È la paura di essere inadeguati che si manifesta sotto forma di ansia.
Dunque, cosa possiamo fare con questa paura? Possiamo semplicemente renderci conto che la paura non è altro che una forma di energia presente nel nostro corpo. In noi abbiamo energia di ogni tipo: gioia, amore, gratitudine, ottimismo, tristezza, dolore, pena, rabbia, forza e altro ancora.
Se le osserviamo, noteremo che tutte queste forme di energia sono accomunate da alcune proprietà:
- Sono temporanee. L’energia è mutevole nel corso della giornata a seconda di quello che ci succede, di quanto abbiamo dormito, di come la gente si comporta nei nostri confronti, di quanto riusciamo a portare a termine rispetto alle nostre intenzioni, ecc.
- Siamo noi stessi a crearle. Potrebbe sembrare che una forma di energia come, ad esempio, la rabbia sia causata da qualche comportamento altrui, ma in realtà siamo noi a produrre l’energia della rabbia come risposta alla sofferenza, un’altra forma di energia che a sua volta viene creata dal modo in cui noi interpretiamo le azioni altrui. Con ciò non voglio dire che la nostra interpretazione sia sbagliata, ma semplicemente far notare che siamo noi stessi i creatori dell’energia.
- Possiamo modificarle. Il fatto che siamo noi stessi a generare queste energie è un’ottima notizia, perché allora possiamo creare quelle che vogliamo. Hai mai fatto esercizi di gratitudine? È una pratica molto semplice che consiste nel ricordare a sé stessi tutto ciò per cui si può essere grati nella propria vita. Così facendo si può trasformare l’energia che ci porta a essere tristi e lamentosi in gratitudine e contentezza. Ciò dimostra che con la pratica è possibile modificare le cose intenzionalmente.
Quindi, se è possibile trasformare l’energia, come possiamo farlo con quella che genera il senso di oppressione? Non c’è un unico sistema, ma a seguire ti suggerisco un metodo molto efficace.
- Presta attenzione al senso di sovraccarico a livello corporeo. Prendi atto di questa sensazione. Potresti notarla perché ti affanni per fare tutto immediatamente o, al contrario, perché rifuggi dai doveri. Ti senti ansioso di fronte a tutte le cose che devi fare. Fermati e osserva quali sensazioni ti provoca il senso di oppressione a livello corporeo. In che punto lo senti? Nel petto? Che sensazione ti provoca? Sii curioso.
- Gioca con l’energia. La sensazione di sovraccarico non è altro che energia — che si può manifestare sotto forma di paura, ansia, panico, ma che possiamo vedere anche come entusiasmo, avventura, creatività. Sono solo etichette. Come potresti usare la tua energia per generare coraggio? Per indurti ad alzarti e a ballare? Per accenderti un fuoco dentro? Gioca con l’energia come se fosse un fuoco da usare creativamente per qualsiasi scopo ti proponga.
Con questo sistema, la sensazione di sovraccarico non è più qualcosa che ci controlla, bensì qualcosa che possiamo sentire, amare e usare a nostro piacimento. Diventa l’argilla con cui dare sfogo alla nostra creatività.
Mi rendo conto che per qualcuno potranno sembrare delle bizzarrie, ma ti invito a non liquidarle come tali, perché ti priveresti di uno strumento potente per lavorare su situazioni che si ripresentano regolarmente. Ti senti oberato perché ci tieni. Che tu possa non smettere mai di avere qualcosa a cui tenere.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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