Spesso quando siamo stanchi o non abbiamo voglia di sbrigare una certa faccenda (o mantenere una buona abitudine), tendiamo a credere di avere soltanto due opzioni:
- Sforzarci comunque di occuparci della questione; o
- Trovare una scappatoia
E benché non ci sia nulla di male in nessuna di queste scelte, ti voglio ricordare che sono appunto solo scelte, e che non sono le uniche possibili.
Cos’altro potresti fare in una situazione simile? Be’, ti elenco giusto le prime possibilità che mi saltano in mente:
- Dedica del tempo a te stesso e torna all’attività quando ti sarai ritemprato
- Trova una motivazione che ti ispiri ad occuparti della questione in sospeso nonostante la stanchezza — se, per esempio, sapessi che facendo una determinata cosa salveresti la vita di un milione di persone, dubito che diresti, “Oh, ma adesso sono troppo stanco”
- Chiedi aiuto a qualcuno
- Escogita un approccio creativo per rendere la faccenda divertente pur prendendo atto della tua stanchezza
Come vedi, oltre alle due possibilità a cui pensa immediatamente la maggior parte di noi, ne esistono altre.
Ma prima di vedere come perseguire altre strade che non siano le due che ho citato all’inizio, esaminiamo il nostro modo tendenziale di agire.
Individua la tua tendenza
La verità è che gran parte delle persone ricorrerà a una delle due opzioni descritte sopra perché spinta dall’abitudine: se normalmente trovi scappatoie, avrai probabilmente la tendenza a farlo sempre (aggiungendo magari un po’ di autocritica e giudizi negativi su te stesso). Se invece sei bravo a costringerti ad agire, probabilmente ti comporterai abitualmente così.
Prendi consapevolezza di quale sia la tua tendenza: verso quale comportamento propendi? Non c’è nulla di male in nessuno dei due, ma entrambi porteranno sempre ai medesimi risultati: evitare l’azione ti fa rimanere impantanato ed esposto all’autocritica, mentre agire per costrizione provoca un senso di peso, oppressione, spossatezza e apatia.
Una volta individuata la tua tendenza, puoi domandarti se sei disposto a prendere in considerazione altre strade. In caso affermativo, continua a leggere!
Attingi all’energia vitale
In primo luogo potresti decidere che la priorità sia la cura del tuo benessere. Ciò non significa che hai intenzione di evitare le difficoltà, ma che farai il possibile per non finire in burnout e che ti accerterai di riposare, mangiare e muoverti a sufficienza nonché di prenderti tutte le necessarie pause mentali.
Dando tutto ciò per assodato, qual è il passo successivo? A questo punto ti puoi confrontare con l’attività verso cui opponi resistenza, quella faccenda complicata che ti spaventa e che vuoi rimandare.
Invece di forzarti, però, prova un diverso approccio, che non ti faccia sentire obbligato, sovraccarico e apatico.
Come riuscirci? Non c’è una risposta valida per tutti, ti lascio qualche idea da valutare:
- Trova le ragioni profonde, qualcosa che ti faccia sentire ispirato a passare all’azione anziché sforzarti o evitare la questione. Che cosa potrebbe indurti ad affrontare la faccenda con entusiasmo?
- Divertiti. È davvero necessario avere sempre la sensazione di sgobbare come muli? Perché dobbiamo cercare semplicemente di “sbarazzarci” dei nostri impegni di lavoro, di mail e riunioni? E se invece riuscissimo a vederli come il nostro parco giochi?
- Sentiti vivo. Il nostro tempo sulla Terra è limitato. Cerchiamo di sentirci più vivi in ogni istante, ogni volta che ce ne ricordiamo. Come puoi fare a sentirti vivo proprio ora, mentre stai leggendo queste righe?
- Non vergognarti a chiedere aiuto. A volte la resistenza o il senso di oppressione sono troppo grandi. Come possiamo chiedere ad altri di aiutarci a far fronte alla situazione o di rendercela più gradevole o di farsene in parte carico? Non dobbiamo fare per forza da soli.
Queste sono solo alcune idee che puoi divertirti a sperimentare. Come puoi affrontare con più allegria i compiti che quest’oggi ha in serbo per te?
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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