Zen Habits in italiano

La versione italiana del blog di crescita personale di Leo Babauta

Lavorare sull’abitudine a lamentarsi

Quando si tratta degli altri, riusciamo facilmente a individuare chi tende a lamentarsi – sono quelli che si lagnano sempre, negativi, facili al vittimismo.

Quando siamo noi stessi quelli che si lamentano troppo, è più difficile rendersene conto. Tuttavia, in base alla mia esperienza, siamo in molti ad avere l’abitudine di lamentarci, a voce alta o interiormente. Me compreso.

Conosco persone che si sono messe a “dieta di lamentele”, impegnandosi a non lamentarsi per un mese. È un esercizio incredibile, tuttavia se il nostro unico obiettivo è smettere di lagnarci, perdiamo una magnifica opportunità di divenire consapevoli di cosa c’è sotto.

Ad esempio: quale emozione si nasconde dietro la lamentela? Possiamo imparare ad accoglierla? Possiamo convivere con la paura che sta alla radice di quell’emozione?

Se facciamo questo esercizio di consapevolezza, le lamentele diventano occasioni per aprirci all’esperienza e per accogliere paure ed emozioni invece di rifiutare completamente una parte di noi stessi.

Approfondiamo la questione.

Perché ci lamentiamo

Ci lamentiamo quando non ci piacciono le cose così come sono. È come se dicessimo: “Le cose non vanno per il verso che desidero io. Voglio che vadano come dico io!” Le lamentele quindi non sono altro che frustrazione, irritazione e rabbia per il fatto di non ottenere ciò che vogliamo.

Ma che male c’è se non va tutto come vogliamo? Siamo così pretenziosi? In effetti di male non c’è nulla, c’è solo il timore che non saremo soddisfatti se le cose non andranno esattamente come le vogliamo. Abbiamo paura di non avere il controllo della situazione.

Quindi questa paura di perdere il controllo e di rimanere insoddisfatti se non si farà a modo nostro genera un senso di frustrazione, irritazione e rabbia.

A questo punto ci creiamo una nostra narrazione, secondo la quale le cose non dovrebbero andare come stanno andando, ma in un altro modo. Oppure ci raccontiamo che gli altri non dovrebbero comportarsi in una certa maniera: perché fanno sempre così? O ci diciamo che siamo noi che dovremmo cambiare in meglio, non andiamo bene così come siamo.

Questo in effetti è proprio quello che succede quando cerchiamo di liberarci dell’abitudine di lamentarci: ci pare che ci sia qualcosa di sbagliato in noi quando ci lamentiamo, quindi dobbiamo cambiare perché non dovremmo comportarci così.

Liberarsi della tendenza a lamentarsi è essenzialmente una forma di lamentela.

Un’opportunità per imparare

Per ovviare a tutto questo bisogna semplicemente esercitarsi a convivere con la realtà così com’è.

Ciò significa che ogni volta che sentiamo il bisogno di lamentarci, possiamo provare a coabitare con la spiacevole sensazione che le cose non stanno andando come vogliamo. Possiamo tollerare la frustrazione, l’irritazione e la rabbia. Possiamo convivere con la paura che è all’origine di tutte quelle sensazioni, ovvero quella di non stare bene se non abbiamo tutto sotto controllo.

Possiamo convivere con la narrazione secondo la quale gli altri dovrebbero comportarsi diversamente o noi dovremmo essere diversi da ciò che siamo.

Una volta fatto tutto questo, possiamo anche coesistere con l’altra persona o con la situazione esattamente così come sono.

Possiamo convivere con la realtà delle cose. È tutto qui: prendere consapevolezza e trovare pace in ciò che percepiamo, così com’è, rilassandoci. Magari provando persino gratitudine per ciò che è. È un bellissimo esercizio che possiamo continuare a praticare per tutta la vita.

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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