La scorsa settimana, mio fratello è stato colpito da una tragedia inimmaginabile: ha perso il suo piccolo di 3 mesi, Tyler.
Sono ancora sotto shock e straziato mentre cerco di farmene una ragione. Ho il cuore a pezzi per lui, per tutta la nostra famiglia e per questa terribile perdita.
Non conoscevo Tyler, ma mentre comincio a metabolizzare questa perdita, inizio anche a sentire la mancanza del tempo futuro che non passeremo insieme. Giocare con lui, leggergli le fiabe, andare in bici, giocare a palla, parlare a quattr’occhi, zio e nipote, passeggiando nella natura. Celebrare le sue vittorie e la sua vita. Piango per il nipote che non potrò avere.
E naturalmente, tutto questo mi ha fatto apprezzare gli altri miei nipoti. Ho pensato a tutti e tutte loro, grato per i tanti bei momenti che abbiamo passato insieme. Tyler sarà nei miei pensieri ogni volta che avrò in dono altri momenti in compagnia dei miei cari.
Questa perdita improvvisa mi ha anche messo di fronte alla mia stessa morte. So che arriverà, solo non so quando. Ci penso raramente, perché al momento ho una vitalità sfrontata, ma so che è lì ad aspettarmi. La morte di Tyler è un crudo promemoria del fatto che non ci è dato sapere quanto tempo ci rimane.
Ho riflettuto su questa citazione di una venerabile maestra Zen:
“Dal punto di vista di molte tradizioni di pensiero la morte è considerata come il momento ultimo di totale liberazione della mente da ogni complicazione, da ogni dolore e da ogni forma di separazione”. ~Joan Halifax
Personalmente trovo che in questa visione ci sia qualcosa di liberatorio.
Quando morirò, non mi immaginerò più come entità separata dal mondo.
Smetterò di credere di essere in qualche modo inadeguato. Non sarò più tormentato dalle paure che derivano da questo senso di inadeguatezza.
Al momento della mia morte smetterò di colpo di cercare di controllare gli altri o di esprimere giudizi che li riguardano.
Tutto questo è inconfutabile. È se è vero, perché non posso liberarmi fin d’ora di queste idee? Perché perdere tempo a cercare di controllare o a giudicare gli altri, a preoccuparmi della mia eventuale inadeguatezza, a insistere sulla mia separazione dal resto dell’universo? È un tale spreco di energia.
Perché non liberarmi oggi stesso di questi atteggiamenti invece di aspettare il momento in cui morirò?
Mentre meditavo sulla morte questa settimana, per me si è davvero compiuta questa liberazione.
Che momento di libertà totale e di allegria! Grazie Tyler. Ti voglio bene e ti porterò per sempre nel mio cuore.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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