A nessuno piace il caos.
Ci fa sentire incerti, travolti, privi di riferimenti, alla deriva, persi in mezzo al mare senza una bussola.
E di solito suscita in noi una qualche reazione di chiusura: fuga, evitamento, procrastinazione, ricerca del controllo, ansia, tentazione di arrenderci. Anzi, se sappiamo che andremo incontro al caos, tendiamo a non voler nemmeno cominciare.
Io invece sono qui per sostenere la bellezza del caos! È il tessuto di cui è fatta la vita è non c’è modo di sfuggirgli. Quello che possiamo fare invece è rallentare, metterci tranquilli e aprirci alla sua bellezza.
Per fare questo ci vuole un lavoro enorme.
Vediamo come fare.
Il caos può essere travolgente
Siamo amanti dell’ordine e quando invece le cose si fanno caotiche e confuse possiamo sentirci sopraffatti e spaventati.
Qualche esempio:
- Farò l’università fuori sede e mi spaventa l’idea di condividere casa e di avere sempre gente intorno. Temo di non avere più il mio spazio personale.
- Ho paura di iniziare una relazione ora che sto finalmente imparando a prendermi cura di me e ad apprezzare il tempo che passo da solo. Non voglio rimanere invischiato o far soffrire l’altra persona quando vorrò rompere.
- Le reazioni emotive del mio coniuge sono imprevedibili e non so mai quando sta per arrabbiarsi o rinchiudersi in sé stesso.
- La mia vita è troppo piena in questo momento, mi sento perso, confuso e non riesco a concentrarmi su niente!
- Mi trovo ad un evento con un sacco di gente, non sono abituato a tutta questa confusione, come faccio a gestire questa sensazione opprimente?
- La mia salute si è deteriorata e mi sento inerme e perso.
Questi sono solo alcuni esempi di come può manifestarsi il caos per noi. In realtà il disordine è sempre presente sia in grande che in piccola scala. Il mondo è imprevedibile, dinamico, vorticoso e spesso non vogliamo accettarlo.
Eppure se impariamo a conviverci, il disordine apre tantissime possibilità.
Allenati a tollerare il caos
Possiamo imparare a coesistere con il caos in maniera rilassata.
Cominciamo con il riconoscerlo quando lo percepiamo.
A questo punto possiamo decidere se siamo disposti a imparare a tollerarlo. Siamo in grado di addestrarci a convivere con il caos in questo momento? Non giudicarti se la risposta è negativa, si tratta di valutare se le nostre batterie emotive e mentali sono abbastanza cariche ed è assolutamente nel nostro interesse rinunciare se non sentiamo di avere le forze.
Poi possiamo fare un esercizio per rinsaldarci. Cominciamo a darci un po’ di stabilità prima di immergerci nel caos.
Successivamente possiamo cominciare a spostare l’attenzione sul caos. Immaginiamo di osservare un temporale: rivolgiamo l’attenzione alle sensazioni che il disordine genera in noi a livello fisico (internamente) e al modo in cui esso si manifesta intorno a noi (esternamente). È un po’ come osservare il vento che scuote l’erba in direzioni imprevedibili o i mulinelli che si formano nell’oceano o le persone che passano davanti a una finestra.
Apriamo gli occhi alla bellezza del momento.
E impariamo a rilassarci nel mezzo del vortice.
Potenziamo la nostra capacità
La nostra capacità di tollerare il caos, la paura, l’incertezza e la sensazione di essere alla deriva ha un limite.
Quando raggiungiamo quel limite ci rinchiudiamo e mettiamo in atto le nostre strategie di consolazione e difesa. Il che va benissimo! Non dobbiamo costringerci a far fronte al caos quando non siamo nella condizione di farlo.
Ciò premesso, la nostra capacità si può potenziare attraverso la pratica.
Puoi esercitarti in questo modo:
- Stabilisci l’intenzione di lavorare sull’accettazione del caos ogni giorno. Potresti farlo sempre alla stessa ora o metterti un promemoria da qualche parte per ricordartene. Il promemoria perderà efficacia con l’andare del tempo, quindi cambialo ogni settimana.
- Quando arriva il momento stabilito, esamina la situazione caotica in cui ti trovi o ripensa a un momento precedente della giornata in cui ti sei trovato in una tale situazione.
- Esercitati a prendere consapevolezza delle sensazioni che il caos ti genera a livello fisico, come spiegato nel paragrafo precedente.
- Mantieni l’attenzione su di esse, continuando a tenere un atteggiamento di apertura, finché te ne senti capace.
- Termina l’esercizio esprimendo gratitudine verso te stesso per il lavoro svolto.
Se farai ogni giorno questo esercizio, la tua capacità di tollerare il disordine aumenterà nel tempo e ti verrà spontaneo ricorrere alla sequenza descritta sopra nel momento in cui si produrrà una situazione caotica. A volte.
Altre volte non ne avrai la forza. Va bene lo stesso. Siamo umani.
La bellezza del caos
Quello a cui cerchiamo di aprirci mentre ci prendiamo un momento di tranquillità per fare questo esercizio, è la vorticosa bellezza del caos.
Anche se tendiamo automaticamente a ritrarcene come da un fardello indesiderato, il caos è il tessuto di cui è fatta la vita. È il mare che si infrange sugli scogli, la luce che filtra fra le particelle di polvere nell’aria ferma, i nuvoloni di un temporale. Un bambino che gioca felice, gli alberi che ondeggiano nel vento con le loro foglie tremolanti
Il caos è una persona cara che ci interrompe mentre cerchiamo di concentrarci e ci chiede di farle dono della nostra attenzione. È una giornata piena di attività e abbondanza. È una vita in un cui non mancano mai le sorprese. È perdita, morte, sofferenza e intimità.
Il mio desiderio è che il mondo possa aprirsi a tanta caotica bellezza.“Vivi pienamente ogni istante del presente, e godi della bellezza di ciò che hai di fronte. Il futuro si prenderà cura di sé…” ~Paramahansa Yogananda
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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