L’approccio di molti di noi nei confronti del lavoro e di molti altri aspetti della vita consiste nel fare le cose perché dobbiamo, è necessario, siamo obbligati, ce lo si aspetta da noi.
La vita diventa allora un susseguirsi di obblighi e fatiche, di faccende sbrigate tanto per sbrigarle. Una vita di sfinimento, priva di senso.
Ma se invece la vita fosse trascendente? Viva? Ricca? Illuminata?
Benché non ci sia nulla di male a sgobbare come muli e passare giornate sempre uguali l’una all’altra, come sarebbe aprirsi a qualcosa di diverso?
Il concetto di trascendenza può sembrare strano o lontano perché spesso è associato a tradizioni o approcci che per noi suonano estranei o respingenti, ma ti assicuro che invece è un’idea semplice, pratica e fattibile.
Vediamo brevemente di cosa si tratta.
L’approccio trascendente
Partiamo da una semplice domanda: che cos’è la trascendenza? Tra le varie possibili definizioni, quella che preferisco usare è la seguente: è la capacita di vedere il divino nel quotidiano e nell’ordinario. Questo non ha nulla a che fare con la religione — chiunque è in grado di percepire il divino intorno a sé. A chiunque è successo almeno una volta di trovarsi in mezzo alla natura e di sentirsi sopraffatto dalla bellezza circostante.
Riesci a ricreare quella sensazione ora? Guardati intorno e vedi se riesci a provare un senso di meraviglia. Per farlo devi andare oltre a quello che pensi di sapere di ogni cosa (perché sapere è un modo per bloccare lo stupore), e sentirti quasi intimorito di fronte all’inconoscibilità del tutto. Lasciati pervadere dallo sbigottimento davanti alla maestosità dell’universo e alla magia di questo momento.
Se riesci a ricreare quell’esperienza, potrai poi attingervi per portare la trascendenza in altre circostanze della tua vita:
- Quando lavori a un progetto importante, puoi provare meraviglia per l’esperienza creativa e per l’oggetto della tua creazione nel momento in cui lo crei.
- Quando rispondi a mail o messaggi, puoi percepire la connessione con la persona alla quale stai scrivendo e provare un senso di sbalordimento per questo legame.
- Quando lavi i piatti, fai la doccia, pulisci casa, cerca di scorgere il divino che è presente anche in queste semplici azioni.
- Quando mangi, fai ginnastica, parli con qualcuno, riesci a provare un senso di meraviglia per il fatto di essere vivo?
Se adotterai questo approccio, la tua vita ne uscirà trasformata. Ti sentirai più aperto e ricettivo, più vivo. Proverai gratitudine e amore per la tua vita e per le persone che ne fanno parte. Ti sentirai un pochino più ispirato in ogni cosa che farai.
Esercitare la trascendenza
Da come ne ho parlato fin qui, potrei averla fatta sembrare una cosa splendida e facile. E può esserlo davvero, ma talvolta abbandonare le vecchie abitudini risulta difficile e può causare frustrazione e scontentezza di sé.
In tal caso ti incoraggio a cercare la meraviglia anche in questi sentimenti di frustrazione e delusione, che non sono segni di fallimento, ma semplicemente ulteriore materiale con cui esercitarsi.
Quindi comincia a fare pratica, metti dei promemoria che ti invitino a esercitarti — magari un post-it o un promemoria telefonico con le parole, “Meraviglia” o “Trascendenza” o “Stupore.” E usali per aprirti a un’esperienza più intensa e completa di tutto ciò che fai.
Pratica la trascendenza da seduto o camminando.
Ascolta della musica che ti aiuti a sentire in te stesso trascendenza e splendore.
Vedi nel volto di ogni persona l’espressione dell’universo.
Cerca il divino in qualunque ostacolo tu debba affrontare.
Se te ne dimentichi, vedi la trascendenza nella dimenticanza. Ti auguro una giornata divina.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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