Tutto ciò che pensiamo riguardo a noi stessi e agli altri non è altro che un’idea, un’immagine costruita nella nostra mente. Questi costrutti mentali possono però diventare i più grandi ostacoli e difficoltà sul nostro cammino.
Liberarsi dei propri costrutti mentali, delle idee su noi stessi e sugli altri, può essere una delle azioni più liberatorie che si possano compiere.
Non dico che i costrutti mentali siano di per sé sbagliati – siamo umani, non possiamo evitarli e in molte circostanze sono necessari – ma a volte ci sono di ostacolo e sono fonte di dolore.
Vediamo quindi quali effetti avrebbe liberarsi di questi costrutti e come farlo nella pratica.
Alcuni esempi concreti
I costrutti mentali sono idee che abbiamo riguardo a qualcosa. Pensa ad esempio al tuo cellulare, tu pensi ad esso come a un “telefono”, ma questa è un’idea: in effetti si tratta di un’accozzaglia di materia che la nostra mente separa arbitrariamente da tutto il resto della materia circostante. Il conglomerato di materia che chiamiamo telefono non è nemmeno statico, è in costante cambiamento.
Tuttavia è necessario e utile pensare ad esso come a un telefono. Certi concetti e costrutti mentali sono indispensabili perché pensare a ogni cosa come a un campo dinamico di materia ed energia renderebbe molto complicate cose come fare il bucato o avere una conversazione.
Vediamo però che effetti otterremmo se riuscissimo ad eliminare alcuni di questi costrutti (parleremo in seguito di come farlo):
- Sei stressato per una riunione o un evento sociale imminenti. Sei pieno di preoccupazioni, temi di fare la figura dello stupido e di essere giudicato. Preoccupazioni legittime, ma che possono essere fonte di grande angoscia. Se però ci rendiamo conto che l’idea di sembrare stupidi e di essere giudicati è solamente un costrutto mentale e non la realtà, possiamo svincolarci da essa. Possiamo tornare all’istante presente e rilassarci oppure convivere con la sensazione di paura che pervade il nostro corpo, vivendo pienamente nel momento presente.
- Sei stressato perché delle persone si sono lamentate di te. Continui a rimuginare sul fatto che si sbagliano, che si lamentano sempre, che sembra che tu non ne faccia mai una giusta, che dovresti cambiare lavoro e finirla con queste str***ate. Non c’è nulla di male in questi pensieri, ma forse ti accorgerai che sono appunto soltanto dei pensieri fabbricati nella tua mente. Non sono la realtà oggettiva. Nella realtà stai solo provando un’emozione, un insieme di sensazioni a livello corporeo. Puoi porre l’attenzione su di esse e sul tuo corpo e liberarti da ogni ulteriore narrazione, che è ciò che causa il tuo risentimento.
- Devi svolgere un incarico che ti crea resistenza, vorresti rimandarlo, distrarti, evitarlo. Nella tua mente lo prefiguri come un compito difficile, gravoso, troppo per te. Queste emozioni e pensieri ti inducono a rimandare, ma la sensazione di disagio non se ne va, anzi forse ti senti ancora più sopraffatto. Prova allora a lasciare andare ogni idea riguardo alla difficoltà del compito e limitati a osservare le sensazioni di resistenza, paura e oppressione che stai provando in questo momento. Volgendo l’attenzione su queste sensazioni sviluppi la capacità di accogliere l’esperienza e impari che non è troppo difficile (questo è un costrutto), anzi, è bella. A questo punto puoi ritornare al tuo incarico e fare un primo, piccolo passo.
Sono solo pochi esempi, ma penso siano sufficienti per darti un’idea di quanto sia liberatorio abbandonare i costrutti mentali.
Cominci a capire che in ogni momento puoi passare da una visione angusta e ristretta a una più ampia e che, in qualunque difficoltà ti trovi, puoi ricorrere a una prospettiva nuova e allargata. Cominci ad avere un atteggiamento più rilassato nei confronti della vita e puoi sentirti libero, in pace e presente in ogni momento.
In pratica
Quindi, in concreto, cosa puoi fare?
In primo luogo comincia a fare caso alle idee che hai riguardo al mondo, a te stesso, alle altre persone in vari momenti. Che cosa pensi della persona che ti sta irritando? Che cosa pensi di te stesso nella situazione in cui ti trovi ora? Ti rendi conto che ciò che credi riguardo a qualcuno o a una situazione non è altro che un insieme di idee o di costrutti mentali?
Questo non significa che avere delle idee sia un male, ma riconoscere che queste idee sono una nostra creazione è un passo significativo.
Ora pensa a come sarebbe questo momento se ti liberassi di queste idee. Immagina di fare tabula rasa nella tua mente di ogni narrazione, costrutto mentale e idea su qualsiasi questione tu stia affrontando.
Immagina per un momento di essere libero da queste idee. Nota la prospettiva più ampia e la maggiore apertura mentale a cui hai accesso quando ti disfi dei preconcetti. Senti com’è liberatorio, catartico, piacevole.
Una volta raggiunta questa condizione, puoi provare a prestare attenzione alle tue emozioni e alle sensazioni del tuo corpo, all’eventuale tensione, paura, resistenza, senso di oppressione. Non all’idea di queste sensazioni, ma all’esperienza delle stesse. Che cosa senti? Riesci a rilassarti nell’istante presente in compagnia di queste sensazioni e a sentire la libertà di essere al centro dell’esperienza?
E per finire… potresti compiere il primo passo. Lava un piatto. Scrivi una frase di quella mail che stavi evitando. Parla a cuore aperto con la persona che hai davanti. Non sei obbligato a fare nulla – sentire appieno la libertà dell’istante presente è sufficiente, ma una volta libero dalle idee preconcette potresti sentirti chiamato a fare qualcosa, un piccolo passo, un’azione benefica per te stesso. E non fa niente se questa azione sarà basata su un costrutto mentale. Sei pronto a esercitarti ad abbandonare i preconcetti e a godere della libertà di cui disponi in ogni momento?
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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