L’inizio di ogni anno è come trovarsi di fronte a una pagina bianca.
Un nuovo inizio è sempre qualcosa di cui approfittare: possiamo ricominciare da capo e reinventare la nostra vita.
Se ti senti bloccato e prigioniero della routine, questo è il momento perfetto per sfruttare al massimo la pagina bianca tutta da scrivere che ti trovi davanti.
In questo articolo parlerò del motivo per cui è importante pianificare l’anno che inizia, del sistema che uso io a questo scopo e di come far fronte all’eventuale condizione di burnout in cui potresti trovarti.
Perché è importante la pianificazione annuale
La prima cosa da fare è riconoscere che è praticamente impossibile che il nostro anno vada secondo i piani. Se andassi a vedere i miei programmi degli ultimi anni, vedresti che spesso non riesco a centrare almeno la metà dei miei obiettivi e che quello che ho finito per fare durante l’anno non poteva essere previsto all’inizio perché non si può mai sapere quello che accadrà. Gli ultimi due anni ne sono la dimostrazione perfetta.
Pur con questa premessa, la mia programmazione annuale fa la differenza, una grossa differenza.
Stabilire una rotta all’inizio dell’anno è un momento importante di riflessione, di immaginazione, di definizione delle priorità. È il momento per scegliere in che direzione vorremmo andare e per creare nuove possibilità per noi stessi e per gli altri.
E mentre navighiamo in quella direzione durante l’anno, ogni volta che devieremo dalla rotta – perché la deviazione fa inevitabilmente parte del viaggio –, potremo chiederci che cosa ci sta facendo uscire di strada e approfittarne per trarne utili insegnamenti. Puoi anche rivalutare le tue priorità in corso d’opera, in un continuo processo di rinnovamento e di correzione della rotta.
Non arrivare dove ci eravamo prefissi è scontato, ma è l’atto stesso di programmare che ci cambia.
Come affrontare il burnout
Immagino che molti di voi si sentano logorati dalla pandemia. Fare progetti non è qualcosa che ci esalti in questo momento, data la condizione di burnout in cui ci troviamo. Lo capisco.
In questo caso fai un piano di recupero e riposo. La pianificazione annuale non dev’essere necessariamente limitata al lavoro: si può programmare un periodo di ferie, del tempo per prendersi cura di sé e guarire, pianificare attività dall’effetto rinvigorente e rigenerante.
Prima di cominciare a pianificare ti consiglio di metterti tranquillo per qualche minuto e di porti le seguenti domande: quanta energia ho? Di cosa ho bisogno? Cosa mi aiuterebbe a rasserenare la mia mente?
Fai un bel respiro e goditi il processo della pianificazione come un momento di tranquillità contemplativa.
Il mio metodo di pianificazione
All’inizio di ogni anno mi prendo qualche giorno in cui mi concedo del tempo per riflettere.
Ecco in breve come procedo:
- Rifletto sul passato: ripenso all’anno appena concluso, alle cose fatte, ai successi e ai fallimenti. Che insegnamenti posso trarre da tutto ciò? Cosa voglio celebrare e per cosa sono riconoscente?
- Metto in ordine: questa parte è facoltativa, ma a me piace fare ordine nella casella di posta, sistemare casa, smaltire le piccole incombenze, svuotare la mia lista di articoli da leggere, e ripulire il mio spazio emotivo. Mi chiedo: cosa devo fare per iniziare il nuovo anno libero da zavorre? Cosa devo lasciar andare? Se ne hai il tempo, mettere ordine è davvero un’ottima cosa da fare.
- Immagino quello che voglio: con il foglio bianco dell’anno che inizia di fronte a me, mi piace immaginare tante diverse possibilità. Potrei scrivere un libro, realizzare un podcast, organizzare workshop, lanciare un nuovo prodotto, dar vita a una community, partecipare a un ritiro, costruire qualcosa, imparare qualcosa, conoscere nuove persone, viaggiare, approfondire le relazioni interpersonali. Fra tutte queste possibilità, quali sarebbe fantastico realizzare? Quali mi accenderebbero di entusiasmo e mi farebbero battere il cuore? Ascolto le risposte, poi ne parlo con qualcuno e ascolto ancora un po’.
- Faccio delle scelte: fra tutte le possibilità che ho individuato, ne scelgo alcune da mettere su una lista più breve. Per farlo, mi chiedo: su cosa voglio realmente focalizzarmi, cosa voglio realizzare realmente? È un passo difficile per me, perché spesso vorrei fare un’infinità di cose, ma seleziono e metto le altre possibilità in secondo piano. Rileggo la lista breve e mi domando: alla fine dell’anno sarò elettrizzato per aver realizzato queste cose?
- Creo una struttura: una volta che ho stilato la mia lista, passo a creare la struttura che mi permetterà di concretizzare i progetti che ho selezionato. Anche nel caso in cui non riesca a conseguire tutti gli obiettivi, il solo fatto di creare e sperimentare diverse strutture è importante. Alcuni esempi di strutture che funzionano bene per me: revisioni mensili, revisioni settimanali, un progetto principale per ogni mese, routine mattutina, giornate tematiche settimanali (giorno per la scrittura, giorno per le riunioni, giorno per la burocrazia, ecc.). Queste revisioni mi consentono tra l’altro di aggiustare il tiro strada facendo.
Il succo di tutto ciò è: dedica un po’ di tempo a riflettere e selezionare, crea una struttura e usala per valutare i progressi e correggere la rotta in corso d’anno. In questo modo il tuo piano di adatta meglio all’effettiva realtà che va producendosi.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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