Zen Habits in italiano

La versione italiana del blog di crescita personale di Leo Babauta

Lavora sulla tua resistenza interiore

Quando dentro di noi sentiamo resistenza nei confronti di qualche attività, tendiamo a tergiversare, controllando le mail o i social, distraendoci con i nostri passatempi preferiti o lavorando su quisquilie. Tutti facciamo così.

Spesso ce la prendiamo con noi stessi, pensiamo di essere un disastro perché manchiamo di disciplina, non riusciamo a concentrarci, non siamo abbastanza forti, ecc. ecc. Ma è la natura umana ad essere così – tutti abbiamo paure, incertezze, dubbi e resistenze integrati nei nostri istinti di sopravvivenza.

Il trucco consiste nel non giudicare la resistenza, ma nel lavorare su di essa.

Ma prima di vedere come lavorarci, mettiamo in chiaro alcune importanti distinzioni.

Premesse importanti prima di cominciare

Ci sono alcuni aspetti che è bene chiarire prima di cominciare:

  • A volte proviamo resistenza nei confronti di qualcosa di dannoso per noi – subire abusi, fare qualcosa di realmente pericoloso, mettersi in situazioni a rischio. A questo tipo di resistenza bisogna dare ascolto: se rischi di farti male facendo qualcosa verso cui avverti resistenza, dai retta a quest’ultima. L’oggetto di questo articolo è invece la resistenza verso qualcosa che vogliamo fare e che ci farebbe bene. Quindi per prima cosa chiediti: sarebbe utile o dannoso lavorare sulla mia resistenza?
  • A volte può essere utile assecondare la resistenza per un po’ – rimandare qualcosa e dedicarsi ad altre incombenze, lasciar decantare le idee, uscire a fare un giro e farle sedimentare, parlarne con altri. Qui mi riferisco ai casi in cui si desideri veramente affrontare la resistenza. Quindi domandiamoci: potrebbe essere utile rimandare la questione per un po’?
  • Non ragionare in termini di giusto o sbagliato. Provare una resistenza interiore e procrastinare non ti rende né buono né cattivo. E affrontare la resistenza non ti rende una persona “migliore”. Non c’è un modo giusto o sbagliato di confrontarsi con la resistenza, conta solo quello che vorresti fare. Quindi domandati: “cos’è che voglio veramente”?

Se ti sei posto le domande elencate sopra e ti sei risposto che vuoi davvero lavorare sulla resistenza nei confronti di una certa attività e che ci tieni a svolgere questa attività, ottimo! Vediamo come fare.

Come lavorare sulla resistenza interiore

Il modo di inquadrare la questione è fondamentale: quello che ci proponiamo non è di combattere la resistenza, vincerla, distruggerla, sconfiggerla, sbaragliarla o qualsiasi altro termine che implichi violenza. Noi vogliamo lavorare con la resistenza, come con un collega. È una precisazione fondamentale perché cambia totalmente l’approccio alla resistenza, che molti di noi considerano come qualcosa di sbagliato, da evitare o da eliminare. E se invece fosse nostra alleata?

Se riusciamo ad adottare questa forma mentis, tutto diventa più open, la tensione e lo stress svaniscono.

Partendo da questa prospettiva, ecco come lavorare sulla resistenza:

  1. Osserva: il primo cruciale passo consiste semplicemente nel fare caso alla resistenza. Magari non noterai nessuna sensazione particolare, ma ti renderai conto di aver rimandato o evitato di fare qualcosa. Riesci a prendere consapevolezza del momento stesso in cui ti sottrai? Riesci a sorprenderti nell’atto di evitare o rimandare? Questo è il momento in cui la magia è possibile se riesci ad avvertire la resistenza appena si manifesta.
  2. Sii curioso: quando riuscirai a individuare la resistenza nel momento in cui fa capolino, fermati per un momento e osservala con curiosità. Come si manifesta? Che sensazioni provoca e dove sono localizzate? Queste sensazioni cambiano, sono insopportabili, intense o tollerabili? Cosa puoi imparare da queste manifestazioni della resistenza?
  3. Accogli: una volta individuate sul nascere le sensazioni che la accompagnano, prova a lasciar libera la resistenza di esistere dentro di te, senza cercare di scacciarla o porre rimedio. Puoi concederle di esistere? Riesci a rilassarti malgrado la sua presenza?
  4. Vedila come un’alleata: e se invece di essere qualcosa da evitare, la resistenza fosse una compagna di viaggio? Se fosse una maestra che vuole insegnarti qualcosa su quello a cui ti opponi? Se fosse il segno che stai facendo qualcosa di significativo, un segno che ti incoraggia a portare a termine questo compito? Se la resistenza ti potesse aiutare lungo il cammino?
  5. Fai un piccolo passo: infine, se la resistenza è qualcosa di cui puoi diventare consapevole, su cui puoi essere curioso, se puoi permetterle di esistere e può essere tua alleata lungo il cammino, puoi riuscire a coesistere con lei mentre cominci a svolgere il compito che la induce? Non devi necessariamente completare il compito, ma magari puoi fare il primo passo, cominciare ad agire malgrado la resistenza sia ancora dentro di te. Sii curioso di vedere come si mettono le cose.

Semplice ma impegnativo al tempo stesso!

Immagina di lavorare ripetutamente in questo modo fino a diventare esperto. Potresti diventare un maestro dell’arte di lavorare sulla resistenza? Ti incoraggio a unirti alla mia Fearless Living Academy per imparare a gestire la resistenza nei confronti di nuove abitudini e progetti importanti, insieme a molte altre persone che hanno intrapreso il medesimo viaggio.

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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