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Come non farsi sviare dal senso di impotenza

Ho notato che una cosa che impedisce a molte persone di raggiungere i loro obiettivi o acquisire nuove abitudini è la sensazione che sia del tutto inutile provarci.

Se ti sembra che qualsiasi cosa tu faccia non servirà, perché provarci? Quando si sentono così, molte persone comprensibilmente rinunciano.

Se vogliamo superare questo scoglio dobbiamo imparare a lavorare su questa sensazione di impotenza.

Se troviamo il modo di riprendere il controllo a dispetto del senso di inutilità, ci si apre davanti un ampio spettro di possibilità, compresa quella di riuscire a superare le difficoltà più grosse di un progetto o di un cambiamento di abitudini.

Cosa potresti ottenere se riuscissi a lavorare sulla tentazione di mollare quando le cose si fanno difficili e ogni sforzo sembra vano?

Vediamo come riconoscere il senso di impotenza e poi come affrontarlo per creare un’altra realtà.

Come riconoscere il senso di impotenza

A volte è difficile riconoscere questo tipo di blocco, perciò vediamo qualche esempio di manifestazioni tipiche:

  • Stai cercando di prendere una nuova abitudine (andare in palestra, meditare, tenere un diario, ecc.), ma hai saltato qualche giorno, ti scoraggi e sei tentato di mollare, schiacciato da un senso di impotenza: “Non ce la farò mai, sono un incapace, non riesco”.
  • Pensi che a nessuno importerà quello che stai facendo, ad esempio vuoi scrivere un libro o un blog, ma sei convinto che nessuno lo leggerà. Senti che i tuoi sforzi saranno vani e decidi di non provarci nemmeno.
  • Vuoi iscriverti a un corso o a un programma di coaching che potrebbe cambiare la tua vita – per esempio al mio gruppo Fearless Mastery –, ma pensi che non ti ci impegnerai realmente e che quindi non ne trarrai beneficio. “A cosa serve se tanto alla fine so già che non parteciperò?”
  • Ti senti schiacciato dalla mole di impegni / disordine / email che ti aspetta, temi di non farcela a portare tutto a termine e così nemmeno cominci. Ti sembra troppo, pensi di non riuscire a gestire la situazione, tanto vale non provarci nemmeno.
  • Ogni volta che ti impegni al massimo ti ritrovi al punto di partenza come il proverbiale Sisifo, quindi rinunci.
  • Continui a ripetere le stesse interazioni con una determinata persona e non fai progressi. È frustrante perché ti sembra di girare in tondo. Pensi sia inutile continuare a provarci con questa persona, meglio lasciar perdere (licenziarla, dimetterti, lasciarla, sparire).
  • Ce la stavi mettendo tutta ma sei stato ostacolato da qualcosa al di fuori del tuo controllo – infortunio, malattia, crisi, errori altrui, avvenimenti mondiali, ecc. Perché riprovarci?
  • Ti senti perso in un mondo sconosciuto, meglio restare sul sentiero battuto!
  • Hai così tanti debiti che sembra impossibile ripagarli. Tanto vale ignorarli!

Come vedi, il discorso può riguardare ogni aspetto della nostra vita – la meditazione, le relazioni, l’attività fisica, i debiti, disfarsi del superfluo, voler creare qualcosa di significativo, mettere insieme una squadra di lavoro eccezionale.

Questa sensazione di impotenza ci blocca su tutti i fronti, è ora di affrontarla!

Come superare il blocco

Non c’è nulla di male nel senso di impotenza, è una sensazione tipica dell’essere umano. Le difficoltà sorgono quando le prestiamo ascolto e le diamo importanza.

Il mio consiglio quindi è di non attribuirle nessun significato, ma di considerarla semplicemente come una sensazione momentanea. È significativa solo nella misura in cui lo sono tutti i sentimenti che proviamo – tristezza, solitudine, sollievo, curiosità, spensieratezza, rabbia, scoraggiamento. Sono importanti, ma non sono il nostro intero universo.

Accogli la sensazione, osservala con comprensione, respira.

Poi trova un modo per riprendere la situazione nelle tue mani:

  • Saltare un giorno o due di pratica è solo una normale parte del processo di crescita e apprendimento.
  • Il disordine fa parte della vita, è qualcosa di bello da amare e accettare.
  • Se anche nessuno leggesse una parola di ciò che ho scritto, il processo di scrittura potrebbe comunque avere in serbo per me qualcosa di valore?
  • Se ritorno sempre al punto di partenza, c’è qualcosa che dovrei analizzare o un insegnamento che potrei trarre? Questi tentativi ripetuti potrebbero avere un senso se imparassi qualcosa?
  • Se continuo a lasciare a metà corsi o programmi, c’è la possibilità di cambiare qualcosa in modo da lasciarmi per sempre alle spalle questa tendenza?
  • Quando mi sento perso nell’ignoto, posso semplicemente lasciarmi andare alla curiosità?
  • Se sono rimasto indietro, riesco a concentrarmi esclusivamente sul prossimo passo?
  • Se ho una montagna di impegni da scalare, posso imparare ad amare la scalata? Riesco a trovare la gioia in ciascun passo?

Come sarebbe trovare un senso laddove vediamo solo inutilità?

Autore: Leo Babauta

Traduzione: Zen Habits in italiano

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