L’anno scorso ho compiuto 50 anni, e mi sono ritrovato a pensare alla vecchiaia molto di più di quanto avessi mai fatto prima. Per chiarire, a 50 anni si è ancora abbastanza giovani, tuttavia raggiungere questa età mi ha fatto rendere conto che i 60 e i 70 non sono poi così lontani, e accettare questa realtà non è stato semplice.
Dopo tutto, ho passato gran parte della mia vita credendo che invecchiare fosse qualcosa da temere. Il fatto che essere vecchi equivalga a essere fragili, deboli, inetti e irrilevanti è un presupposto culturale profondamente radicato nella nostra società. Lo so che non è necessariamente vero, ma i messaggi culturali che riceviamo la spacciano per verità.
Così, quando ho compiuto 50 anni, ho passato un po’ di tempo a riflettere su questo tema. Che cosa significa invecchiare per me? Quali sono le mie paure? E i miei pregiudizi? Come vorrei trascorrere la mia vecchiaia?
Ti suggerisco caldamente di cominciare a individuare, come esercizio, i tuoi pregiudizi riguardo all’invecchiamento e alla vecchiaia e ad osservare con quale frequenza la gente che ti circonda (e i media che consumi) parlano della vecchiaia in termini negativi. La parola “vecchio” è usata come un insulto. Se affermi di essere vecchio gli altri ti diranno, “Oh, no, non ancora” come se avessi appena rivolto un insulto a te stesso. Oppure, “Ma no, non sembri vecchio”. O ancora, “Non dimostri assolutamente la tua età”! Queste frasi hanno lo scopo di rassicurarti, perché essere vecchi viene considerata una cosa negativa.
È un atteggiamento diffusissimo. E quando tutto l’ambiente e le persone con cui entriamo in contatto trattano l’invecchiamento e la vecchiaia come qualcosa di negativo, l’inevitabile conseguenza è che ce ne sentiamo spaventati. Non è diverso dalla connotazione insultante che in passato i messaggi culturali hanno applicato a condizioni come il sovrappeso, l’omosessualità o la disabilità mentale, come se chi si trovasse in queste situazioni se ne dovesse vergognare.
Ribelliamoci a tutto questo! Rivendichiamo il diritto all’invecchiamento e alla vecchiaia. Se riusciamo a cambiare questi messaggi, almeno a livello personale, la paura e la vergogna perdono il potere che hanno su di noi.
Ecco quindi alcune cose che ho fatto negli ultimi 18 mesi per trasformare il mio rapporto con l’invecchiamento:
- Ho cominciato a rendermi conto dei miei personali pregiudizi nei confronti della vecchiaia e ho osservato il modo in cui gli altri parlano del tema.
- Ho iniziato a far loro notare con gentilezza questo ageismo sottinteso e ho modificato anche il mio linguaggio al riguardo.
- Ho cominciato a osservare persone realizzate nella loro vecchiaia — atleti, vincitori di premi Nobel, artisti incredibili, persone che sono pilastri nella loro comunità, monaci e saggi, giardinieri e costruttori di case. Ho iniziato a ispirarmi a loro come modelli.
- Ho cominciato a raffigurarmi la persona che desidero essere negli anni della vecchiaia: padrone della mia vita, compassionevole, creativo, avventuroso, gentile e curioso, con la voglia di imparare e crescere.
- Ho cominciato a confrontarmi con la mia paura di diventare inerme. Questa è la bestia nera che si nasconde dietro a ogni paura riguardo alla vecchiaia — nessuno vuole sentirsi inerme, ma prima o poi tutti finiremo per non essere autosufficienti. Così ho pensato ai casi in cui mi sento inerme già attualmente e ho cominciato a essere compassionevole verso me stesso in quelle situazioni.
- Vedo ogni sfida che mi troverò ad affrontare invecchiando — fisica, mentale, emotiva, relazionale, professionale e spirituale — come il limite su cui lavorare quando verrà il momento. Confrontarmi con queste sfide non farà che accrescere la mia forza e la mia saggezza, così come è accaduto con tutte quelle che ho affrontato finora.
Tutto questo mi ha aiutato ad innamorarmi di questa fase della vita!
Vivere questo nuovo capitolo della mia vita ha del miracoloso. Mi sento più paziente, più compassionevole, più in connessione con gli altri di quanto sia mai stato prima. E non vedo l’ora di vivere le avventure che mi aspettano intanto che il mio corpo, la mente e lo spirito continuano ad evolvere. Auguro anche a tutti di proseguire nel vostro viaggio con amore.
Autore: Leo Babauta
Traduzione: Zen Habits in italiano
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